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Un altro Paese, alla scoperta delle eccellenze: dal Corriere della Sera

Data: 20-06-2009

Un altro Paese, alla scoperta delle eccellenze

tratto dal Corriere della Sera

Riportiamo un articolo interessante, tratto dal Corriere della Sera: una visione realista, ma allo stesso tempo ottimista, che delinea la crisi economica come un'opportunità per le aziende del Nord Est di emergere quali protagoniste della ripresa.

Comincia dal Veneto il viaggio del Corriere nelle Italie, un modo per raccontare le eccellenze del nostro Paese e la vitalità dei territori. La crisi ha indubbiamente cambiato molte carte sul tavolo ma non crediamo che abbia fermato la globalizzazione e lo sviluppo dei commerci, tutt'al più può averne rallentato l'impatto per un periodo più o meno lungo. «Dopo» ci troveremo ancora una volta a far fronte alla competizione internazionale che magari si rivelerà ancor più selettiva e spietata di quella a cui eravamo abituati prima del terremoto dei subprime.

Può il Veneto, in questo contesto, rappresentare una sorta di laboratorio della ripresa? Pensiamo di sì, soprattutto per come il modello Nord Est ha saputo affrontare il peggio. La recessione si è fatta sentire duramente, i fax che una volta «cantavano» da mattina a sera sono rimasti muti e molte aziende sono state costrette a interrompere l'attività o addirittura a chiuderla. Per un lungo periodo il traffico delle merci sulle autostrade del Triveneto si è drasticamente ridotto come a fotografare l'interruzione delle attività. Non sappiamo quanto ci vorrà ancora per uscire dal tunnel ma l'atteggiamento che ha prevalso in questi mesi nel Nord Est è stato quello giusto. Invece di discutere fino al parossismo su colpe e untori della crisi — come pure è successo — , gli imprenditori veneti hanno scelto la strada dell'innovazione. Invece di adottare una mentalità da due tempi, «prima superiamo il peggio e poi vedremo», ci si è preoccupati di migliorare la qualità del prodotto, di studiarne dei nuovi e persino di monitorare il rapporto tra azienda e territorio. Un test in materia è stato il «Festival Città Impresa» che ha saputo raccogliere e dare visibilità alle esperienze più avanzate e lungimiranti ma anche indicare un'agenda dei lavori.

Per affrontare un nuovo ciclo di competizione post-crisi sarebbe sbagliato accontentarsi del coraggio che si è avuto nella bufera. Si aprirà comunque una nuova partita che va giocata e possibilmente vinta di nuovo. Come sempre il vero giudice del grado di innovazione del sistema Nord Est sarà il mercato, non ci sono scorciatoie e aiuti di Stato che tengano ma il tema delle infrastrutture e dei collegamenti resta decisivo. È singolare infatti che l'alta velocità ferroviaria si fermi a Treviglio tagliando fuori tutto il Nord Est. Mentre oggi per andare da Milano a Torino o da Bologna a Milano basta all'incirca un'ora (e per la tratta Roma-Milano si scenderà a 3 ore), un viaggio in treno da Torino a Venezia ne occupa ben cinque. E se vogliamo parlare di Trieste le ore diventano sette. Se a questo quadro si aggiunge che gli sloveni stanno lavorando alacremente sui collegamenti del troncone del Corridoio 5 che li riguarda direttamente, il «buco» tra Treviglio e Trieste diventa paradossale. L'area più vivace dello sviluppo italiano, il laboratorio della ripresa, resta tagliata fuori dall'alta velocità. La modernità, come il Cristo di una volta ad Eboli, si è fermata a Treviglio!

Fonte Notizia http://www.corriere.it