ENERGIE RINNOVABILI vs. NUCLEARE
intervista al presidente di Artenergy Publishing Srl
"... il fotovoltaico batte il nucleare uno a zero. Lo sostiene Marco Pinetti, presidente di Artenergy Publishing, società che si dedica all'energia solare termica e fotovoltaica e alle fonti energetiche residuali (geotermia e pompe di calore, energia dal legno e pellet, mini idroelettrico, cogenerazione e biogas). Secondo i recenti dati forniti dall'European photovoltaic industry association (Epia) e dal Gestore servizi elettrici (Gse), il fotovoltaico in Italia, nel 2008, ha raggiunto una potenza installata di 338 megawatt (MW). Realisticamente, dovremmo aver toccato quota 1 GW all'inizio del 2010, un traguardo da festeggiare.
Ma perché è così importante avere raggiunto questo obiettivo? «Il GW - spiega Pinetti - è in media la potenza di una centrale nucleare, ma nel caso del fotovoltaico l'energia è pulita perché generata dal sole ed è a costo zero. Inoltre, il fotovoltaico ha tempi molto più veloci: per la fine del 2010 si dovrebbe salire già a 2 GW, contro i 15 anni di attesa richiesti dal nucleare. Il fotovoltaico, insomma, si sta prendendo la sua rivincita e se a fine 2008 appena lo 0,0007% dell'energia italiana proveniva da questa fonte rinnovabile, nel 2020 si prevede che tale quota salga al 3-4 per cento». Il fatturato, invece, per la fine dell'anno dovrebbe mettere a segno una progresso a doppia cifra, nell'ordine del 30-40%, rispetto ai due miliardi di euro del 2008. «Nel 2008 - puntualizza Pinetti - il fotovoltaico era cresciuto addirittura a tre cifre, ma nel 2009 il comparto ha risentito della crisi». A spingere il giro d'affari sono anche gli incentivi statali previsti dalla legge. Tuttavia, precisa Pinetti, «nel giro di quattro-cinque anni, non ci sarà più bisogno di alcun contributo statale perché l'energia da fotovoltaico, grazie al maggior numero di società concorrenti, avrà un prezzo inferiore rispetto alle fonti tradizionali e il mercato quindi riuscirà a tenersi in piedi sulle proprie gambe. Gli incentivi sono serviti soltanto per fare partire l'industria e la filiera» ..."
Articolo tratto da zeroemission.eu







