ECOLOGIA NEL MONDO DEI ROTTAMI
ECOLOGIA E RICICLO
Le mille imprese che operano nel settore del recupero e del riciclo dei rottami ferrosi e non ferrosi consentono di organizzare una raccolta capillare di circa 18 milioni di tonnellate all'anno. Con il termine generico di «rottame», oltre agli scarti delle lavorazioni meccaniche e metalliche e alle demolizioni varie, si comprendono i rottami ricavati dai veicoli fuori uso, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, gli imballaggi metallici, i metalli delle isole ecologiche e le batterie al piombo esauste.
Il rottame raccolto, previi processi specifici di selezione e di riduzione del volume che lo rendono omogeneo deve essere posto a disposizione dell'industria siderurgica/metallurgica nazionale sotto forma di materia prima secondaria completamente bonificata, quindi certificata, ovvero pronta per la rifusione finale.
L'attività di recupero e riciclo di rottami ferrosi e non ferrosi deve essere esercitata nell'ambito del rispetto della vigente disciplina in materia di rifiuti, di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006, vale a dire previo ottenimento e rinnovo di tutte le autorizzazioni necessarie relative alla raccolta e trasporto e alla realizzazione e gestione controllata degli impianti di recupero dei rifiuti in questione.
Per recupero del metallo ferroso e non ferrosi, si intende una sua selezione su base metallurgica, con una bonifica specifica in grado di elimiare sostanze estranee al metallo selezionato, sia di natura organica che inorganica, in modo che tali sostanze risultino, alla fine delle operazioni, inferiori all'1% - Solo con queste procedure si ottiene l'M.P.S. (materia prima secondaria) certificata.
Con standard ambientali elevati e nuove tecnologie si ottiene la materia prima secondaria certificata, con un grandissimo bilancio ecologico, soprattutto se si tiene conto del risparmio che si ottiene a livello energetico utilizzando il metallo secondario nei confronti del metallo primario. Per questa suo servizio gli operatori di serttore non anno mai ricevuto nulla, anzi diciamo che il rapporto con l'amministrazione è spesso conflittuale. Le cose potrebbero addirittura peggiorare nel prossimo futuro.
Il recente decreto del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare del 17 dicembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio 2010 e istitutivo del Sistri (il nuovo sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'articolo 14-bis del decreto-legge n. 78 del 2009 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009), il cui testo è attualmente oggetto di esame e approfondimento da parte delle associazioni e degli operatori del settore. Le imprese, per parte loro, se da un lato si sentono investite di compiti nobili e di alta considerazione da parte del legislatore, non riscontrano nessun riconoscimento di quegli oneri, compresi quelli gestionali e burocratici, che il nuovo ruolo li costringerà ad affrontare.
a cura della redazione
Metalli Web — Gennaio - Febbraio 2010






